I rating e i piazzamenti mondiali in questo articolo si riferiscono a prima dell'aggiornamento del ranking del 25 ottobre 2026. I dati aggiornati sono disponibili nella pagina di ciascun club.
In sintesi Manchester United, Fulham e Burnley non dovrebbero esonerare Michael Carrick, Álvaro Arbeloa o Nicky Hayen sulla base dei risultati di questo autunno. Su un totale di 6.876 panchine analizzate, la durata mediana di un incarico concluso è stata di quattro mesi, ma le squadre hanno toccato il loro apice a una mediana di 16,3 mesi; inoltre, le prestazioni di tutti e tre i club sono superiori rispetto a quanto dicano i risultati. Giudicateli dopo 16 mesi, guardando alle prestazioni.
Aggiornamento del 25 ottobre 2026: il Burnley ha esonerato Nicky Hayen il 24 ottobre, poco dopo la sconfitta per 4-1 sul campo del Lincoln City che ha fatto scivolare la squadra al 22º° posto in Championship. Il tecnico ha vinto solo una delle 14 partite di campionato disputate e il club ha ufficializzato l'esonero con un comunicato. Questa analisi è stata redatta prima del licenziamento e resta invariata nel resto del testo. Le considerazioni su Carrick e Arbeloa rimangono valide.
Partiamo da una tesi che non mi renderà simpatico ad almeno tre diverse tifoserie. Michael Carrick, Álvaro Arbeloa e Nicky Hayen sono, al momento in cui scriviamo, sottoposti a quel genere di pressione che di solito sfocia in un comunicato stampa di ringraziamento per il lavoro svolto. Non so se qualcuno di loro sia un bravo allenatore. E temo che, al momento, non lo sappia nessuno.
Non si tratta di fare i diplomatici. È una constatazione basata sui dati, e nasce dai numeri. Il nostro studio ha preso in esame 6.876 cicli tecnici per un totale di circa 346.000 partite a partire da dicembre 2022. Ne sono scaturite due cifre che, messe a confronto, raccontano un mondo che si muove in modo quantomeno singolare.
Punto primo: quattro mesi
La durata mediana di una gestione tecnica conclusa è di quattro mesi. Non quattro stagioni. Quattro mesi. Tra gli incarichi giunti al termine nel nostro studio, circa il 36% si è chiuso entro tre mesi e quasi il 63% entro sei. Al traguardo dell'anno di attività, nove allenatori su dieci avevano già fatto le valigie.

Qui serve fare una precisazione, perché il termine "concluse" si porta dietro un peso notevole. Un ciclo ancora in corso non rientra in questo conteggio, e i tecnici più longevi sono, per definizione, ancora in carica in proporzione maggiore. Il dato dei quattro mesi fotografa le esperienze giunte al capolinea, non tutte le panchine in assoluto. Ma il punto è proprio questo: quando il calcio decide di interrompere un ciclo, di solito lo fa troppo presto.
Il secondo numero: sedici mesi
Il secondo dato emerge dalle gestioni durate abbastanza a lungo da poter essere analizzate a dovere. Per ciascuna di esse abbiamo individuato la striscia temporale in cui i risultati hanno maggiormente superato le reali aspettative legate al valore della rosa. La mediana di questi picchi prestazionali si colloca a 16,3 mesi dall'insediamento. Per una quota rilevante, il 27% dei cicli esaminati, il picco è arrivato addirittura dopo due anni.
Sulle ragioni si può discutere. Ai nuovi allenatori servono una o due sessioni di mercato. Ai calciatori serve tempo per assimilare movimenti e codici che non vengono naturali. E una parte della spiegazione è che i tecnici mediocri vengono esonerati prima di poter toccare il proprio apice, facendo apparire i "superstiti" migliori della media. Ne tengo conto seriamente, ed è il motivo principale per cui questa è una riflessione e non una legge universale. Ma anche al netto di ciò, il divario tra quattro e sedici mesi è troppo netto per essere una coincidenza.
Il secondo dato emerge dalle gestioni durate abbastanza a lungo da poter essere analizzate a dovere.
I tre casi sotto la lente
Michael Carrick ha assunto l'incarico ad interim sulla panchina del Manchester United il 13 gennaio 2026, per poi essere confermato a titolo definitivo a maggio. Significa che è in carica da poco più di nove mesi. Nella curva descritta sopra ha già superato il punto in cui quattro esperienze concluse su cinque sono già arrivate al capolinea, ma è ancora ben distante dalla mediana del picco. Nel The Beaumont Index lo United ha un rating di 1672 — circa un gol a partita migliore rispetto alla media di un club dei cinque principali campionati europei — e la nostra ultima rilevazione mostrava circa tre punti in meno rispetto a quanto meritato dalle prestazioni sul campo. Questo non lo mette al riparo da una serie negativa, ma suggerisce che il periodo no sia meno drammatico di quanto appaia.
Álvaro Arbeloa è arrivato sulla panchina del Fulham il 7 luglio. Nicky Hayen ha preso in mano il Burnley il 10 luglio. Entrambi sono in sella da circa tre mesi e mezzo. Entrambi i club, nella nostra ultima simulazione, viaggiano sotto le proprie prestazioni effettive: il Fulham di circa tre punti, il Burnley di quasi quattro. Se uno dei due dovesse essere esonerato questo autunno, accadrebbe esattamente nella finestra in cui lo studio rileva la massima concentrazione di licenziamenti, con un anno pieno di anticipo rispetto alla finestra in cui le squadre raggiungono storicamente il proprio apice.
Come si presenta davvero la curva del picco
Vale la pena analizzare l'andamento della curva, non solo il suo valore centrale. Sulle 1.909 panchine che abbiamo potuto monitorare per almeno due anni, appena 250 (circa il 13%) hanno raggiunto l'apice entro i primi sei mesi. Quasi il 40% ha toccato il picco tra i 18 mesi e i tre anni di gestione. I primi mesi sono statisticamente il momento in cui è meno probabile vedere una squadra al proprio meglio con un nuovo allenatore; eppure è proprio lì che viene presa la maggior parte delle decisioni. Se si volesse progettare a tavolino un sistema per cacciare i tecnici un attimo prima che svoltino, difficilmente si potrebbe fare di meglio.
Prestazioni, non risultati
Se il tempo è il primo elemento che il calcio interpreta male, il secondo riguarda ciò che viene misurato. La classifica fotografa il passato, ma è una guida poco affidabile per prevedere il futuro. Ecco dunque come si presentano i tre club in base a quanto realmente prodotto dal loro calcio. Nelle nostre simulazioni, le prestazioni del Manchester United valevano 1,67 punti a partita, a fronte di 1,00 effettivamente conquistato. Quelle del Fulham valevano 1,01 punti contro gli 0,71 reali; quelle del Burnley 0,96 contro 0,73.
Non si tratta di situazioni rassicuranti allo stesso modo, e sarebbe poco onesto sostenerlo. La posizione di Carrick è la più solida: una squadra con un rating di 1672, con un rendimento da prime sei posizioni, che sta perdendo partite che dovrebbe vincere. Quella di Arbeloa è ragionevole: un Fulham che esprime il livello di una squadra di medio-bassa Premier League ma raccoglie come una retrocessa. Quella di Hayen è la più debole: la produzione di gioco del Burnley vale appena un punto a partita, al netto della sfortuna. In tutti e tre i casi, però, la forbice va nella stessa direzione: i risultati sono peggiori del gioco espresso, e sono proprio i risultati a costare la panchina.
Mettendo a confronto i punti attesi, i tre quadri si differenziano chiaramente. La proposta dello United è valsa 1,67 punti attesi a partita, il sesto dato più alto della Premier League. Quella del Fulham è a quota 1,01. Il Burnley, in un'altra categoria, viaggia a 0,96, sotto il punto a partita prima ancora di conteggiare la sfortuna. È questo il dettaglio scomodo per Hayen: gli argomenti a favore della pazienza, nel suo caso, poggiano sullo studio generale, non su una presunta svolta del trend della sua squadra.
L'obiezione più scontata
«Sì, ma certi allenatori sono semplicemente inadeguati». Vero. Alcuni lo sono. I numeri non possono dirti quali, e non pretendiamo certo di farlo. Quello che l'analisi dimostra è che la decisione viene quasi sempre presa prima che emergano le prove sul campo. Un presidente che esonera un tecnico dopo quattro mesi non sta reagendo al suo apice, perché quel picco non c'è ancora stato. Sta semplicemente reagendo al rumore di fondo, al momento passeggero e alla piazza. Pressioni reali, certo, ma che non hanno nulla a che vedere con i dati oggettivi.
Cosa farebbe invece un club intelligente
Nulla di tutto questo significa che un allenatore debba essere intoccabile. Significa solo che la valutazione andrebbe fatta quando ci sono elementi concreti. Un club che volesse fare tesoro di questo studio fisserebbe il primo vero bilancio tra i 12 e i 16 mesi, portando al tavolo delle decisioni i punti attesi e non soltanto la classifica. Si chiederebbe se la squadra crea più di quanto concede e se la tendenza è in miglioramento. Se dopo 16 mesi la risposta è no su entrambi i fronti, la scelta diventa semplice e motivata. Se la risposta è sì, la società ha probabilmente evitato di pagare un nuovo tecnico, l'ennesima rivoluzione della rosa e un'altra scommessa a scadenza di quattro mesi.
Questo richiede pazienza, la risorsa più rara nel calcio. Ma l'alternativa è prendere la stessa, costosissima decisione, troppo presto e all'infinito.
L'eccezione che conferma la regola
Il miglior controesempio nei nostri otto campionati si trova in Norvegia. Kjetil Knutsen allena il Bodø/Glimt dal 1° gennaio 2018. Su The Beaumont Index la sua squadra ha un rating di 1566, il più alto della Norvegia. Un singolo club di per sé non dimostra nulla. Ma se si volesse progettare un esperimento ideale sulla pazienza, somiglierebbe molto al Bodø.
Ecco allora la mia posizione impopolare, detta chiaramente: Carrick, Arbeloa e Hayen andrebbero tutti confermati. Valutate gli allenatori a 16 mesi, non a quattro. Giudicateli sulle prestazioni, non sui risultati. Se a 16 mesi entrambi i fattori sono deludenti, allora sì, si ringrazia e ci si separa. Fino ad allora, l'orologio che tutti tengono d'occhio segna l'ora sbagliata.
FAQ
Quanto dura in media un allenatore nel calcio?
Nel nostro studio su 6.876 gestioni tecniche concluse dal dicembre 2022, la durata mediana è stata di quattro mesi.
Il Manchester United dovrebbe esonerare Michael Carrick?
Stando all'analisi di questo articolo, no. Nel periodo esaminato le prestazioni dello United valevano 1,67 punti a partita contro l'1,00 effettivamente raccolto, e a Carrick mancano ancora circa sette mesi per raggiungere il picco mediano.
Quando raggiungono il picco di rendimento le squadre di un allenatore?
Il rendimento rispetto alle aspettative ha toccato il picco a una mediana di 16,3 mesi dall'insediamento.
Da quanto tempo Michael Carrick è l'allenatore del Manchester United?
Dal 13 gennaio 2026 (ad interim, poi confermato a titolo definitivo a maggio 2026), poco più di nove mesi al 24 ottobre 2026.